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I progetti finalisti del Premio Zavattini 2017

Ieri, in una bella iniziativa partecipata, la Fondazione Aamod ha ospitato la presentazione dei titoli e degli autori dei sette progetti finalisti del Premio Cesare Zavattini 2017.

Eccoli: Mirabilia urbis di Milo Adami, per la capacità di rievocare una figura importante dell’ambientalismo italiano, tenendo insieme la dimensione privata e quella collettiva nel raccontare la trasformazione urbana e sociale di Roma come specchio del nostro paese; 2000 di Gabriele Licchelli, Francesco Lo Russo, Andrea Settembriniper aver proposto un originale contributo a una storia orale dell’emigrazione, e della non emigrazione, partendo da una situazione storico-culturale precisa: il Salento; There and Now di Giulia Tata e Antonino Torrrisiper il divertente tentativo di affrontare i temi dell’inquinamento ambientale rileggendo in chiave fantascientifica i documenti d’archivio; L’estate di Nini’ di Luca Palestiniper il limpido e poetico ritratto di una donna alpinista in un’epoca in cui la montagna era territorio maschile, al quale contribuiscono efficacemente diari e materiali privati; In Her Shoes di Maria Iovineperché, attraverso un gioco di rovesciamento dei ruoli maschili e femminili, il progetto propone una riflessione sull’attualità del femminismo, e sulle diverse possibilità di approccio all’uso del materiale d’archivio; Come luce riflessa di Andrea Neviper aver individuato un luogo concreto attraversato dall’incontro di diversi spaesamenti: quello dei migranti, quello di chi è scampato al terremoto; un luogo che ha la potenzialità di divenire emblema di una condizione umana; Enzo, Rosina e la Bolex Paillard di Delio Colangelo; per la rievocazione di un episodio della storia nazionale attraverso lo sguardo ingenuo di un bambino, reso attraversol’utilizzazione scherzosa del materiale d’archivio.

All’iniziativa sono intervenuti gli autori dei progetti selezionati, il presidente della Fondazione Aamod Vincenzo Vita, l’amministratore delegato di Cinecittà-Luce Roberto Ciccutto, il direttore del Premio Antonio Medici, la presidente della Giuria Costanza Quatriglio e i componenti Valeria Adilardi Luca Ricciardi;  questi ultimi hanno espresso, a nome di tutta la Giuria, un generale apprezzamento per molte delle proposte pervenute, tanto da optare per l’ammissione al workshop di sviluppo di  sette progetti, uno in più rispetto a quanto previsto dal bando: i loro autori potranno quindi utilizzare gratuitamente il materiale d’archivio anche nel caso non fossero tra i tre vincitori finali del Premio.