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Il presidente della Biennale alla conferenza stampa del Premio Zavattini

Si è aperta con un saluto del Presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta, la conferenza stampa di presentazione del Premio Cesare Zavattini, tenutasi il 6 settembre all’Excelsior in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà, nell’ambito della 74° Mostra Internazionale del Cinema. Baratta si è detto un appassionato e convinto compagno di strada del Premio Zavattini ed ha sottolineato come anche la Biennale abbia fatto un grandissimo investimento sul proprio archivio, condividendo l’ottica di promuoverne la conoscenza e l’utilizzazione anche fuori dal circuito degli addetti ai lavori, perché gli archivi appartengono sempre al presente.

“Il senso profondo del Premio Zavattini, – ha dichiarato Vincenzo Vita, Presidente della Fondazione Aamod, che promuove l’iniziativa – è quello di cogliere e far cogliere l’importanza decisiva della memoria, intesa non come luogo separato, bensì come architrave dei saperi necessari per comprendere la contemporaneità. Siamo in un’era segnata dalla dittatura degli algoritmi e dall’invadenza dell’istantaneo: la salvaguardia attiva del patrimonio culturale e dell’immaginario collettivo sono il punto chiave di una soggettività autonoma e indipendente”. Vita ha anche sottolineato l’importanza della figura di Zavattini, “un intellettuale che può rappresentare con la sua poliedricità  una bussola nella stagione cross mediale che attraversiamo: la Rai, servizio pubblico, avrebbe forse il dovere di ridare il giusto peso ad una personalità così ricca ed attuale”.  

Anche per Roberto Cicutto, Presidente di Luce Cinecittà, la valorizzazione degli Archivi da tempo ha superato il doveroso stadio della conservazione – facilitato dall’avvento dell’era digitale – approdando a nuove forme di diffusione e di messa a disposizione dei propri patrimoni. Ed ha sottolineato che “Istituto Luce Cinecittà e Aamod sono in prima fila in quest’opera superando l’utilizzo del footage in funzione didattica e documentale per farlo diventare anche materia creativa nelle mani di autori giovani e non”. Perciò, “il Premio Zavattini – ha concluso Cicutto – può diventare una delle più interessanti piattaforme a questo fine, e l’Istituto Luce non poteva non cogliere questa opportunità di collaborazione”.

Per la Fondazione Aamod sono intervenuti alla conferenza stampa Antonio Medici, direttore del Premio, Paola Scarnati, componente del Cda e coordinatrice dell’iniziativa, Aurora Palandrani, dello staff di coordinamento. Medici ha ricordato come “stimolare un cinema che anche quando si confronta con il materiale d’archivio non rinunci alla creatività, alla sperimentazione, alla ricerca di senso e alle domande più urgenti del presente è l’obiettivo del Premio”. Marlon Pellegrini, responsabile dell’ufficio stampa di Luce Cinecittà, oltre a ribadire la condivisione dello spirito dell’iniziativa nel nome di Zavattini, ha auspicato anche la possibilità di ampliare la formula del Premio, per giungere alla realizzazione di un lungometraggio a base d’archivio, progettato e diretto da giovani filmmaker con la supervisione di un affermato professionista.

Tra i presenti alla conferenza stampa, Luciana Castellina, garante dell’Aamod, e Laura Delli Colli, Presidente del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici. La prima ha lanciato la proposta di una staffetta generazionale intorno ai materiali d’archivio, con film che possono nascere dall’incontro di testimoni del Novecento e giovani autori che si misurano con la scoperta di documenti filmici relativi a quelle testimonianze. La seconda ha ricordato che anche nell’ambito dei Nastri d’Argento per il documentario, il Sindacato dei Giornalisti Cinematografici ritiene fondamentale l’apporto del materiale d’archivio in una chiave di novità. 

Erano presenti anche tre degli autori finalisti dell’edizione 2017: Delio Colangelo, Andrea Nevi e Giulia Tata.