presentazione
FAMIGLIE LAZIALI L’autorappresentazione della famiglia in un secolo di fotografie e filmini amatoriali
Il progetto triennale Famiglie laziali – promosso dalla Regione Lazio e curato dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico e dall’Istituto per la storia del Risorgimento italiano – è finalizzato alla ricostruzione della storia della famiglia e del territorio regionale attraverso le immagini autoprodotte dai suoi abitanti: fotografie e filmini familiari e amatoriali.
Il lavoro si è concentrato su due fonti documentarie ancora poco studiate, nonostante rappresentino una miniera di conoscenze e di tesori per tematizzare un argomento che riveste una grande rilevanza nella storia nazionale, offrendo l’occasione per un approfondimento sulle radici del familismo e sulle sue rappresentazioni.
Nello specifico sono emersi dati sulle trasformazioni, verificando come nel corso di un secolo – dalla fine dell’Ottocento ai primi anni Ottanta del Novecento, e cioè dall’affermarsi della fotografia come fenomeno di massa all’avvento della tecnologia digitale – siano mutati riti e gerarchie, usanze e paesaggi urbani, mentalità e gestualità, spazi privati e spazi pubblici. Sono, inoltre, affiorati elementi apecifici dell’autorappresentazione: quale immagine di sè abbia voluto dare la famiglia operaia, bracciantile, contadina, borghese, nobiliare e secondo quali valori, culture e status symbol; quali momenti abbiano determinato salti qualitativi; come, infine, il territorio abbia interagito nella definizione dell’immaginario di riferimento.
La rilevazione non ha riguardato la città di Roma, una realtà già molto indagata e fonte di una complessità di aspetti e problematiche che solo in parte dialoga con le caratteristiche specifiche della regione. Si è preferito un punto d’osservazione “eccentrico”, in cui i protagonisti siano gli abitanti dei diversi territori delle quattro province di Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo. La capitale ha rivestito un ruolo secondario, vista con l’occhio di chi viene da fuori, come meta di pellegrinaggio, di cerimonie, di attività lavorative pendolari, di turismo.
Tutta la prima parte del lavoro è stata dedicata alla ricerca e selezione dei documenti tra archivi, biblioteche, istituti ed enti pubblici presenti nel Lazio, con l’obiettivo di realizzare parallelamente una mappatura generale di quanto si conserva di fotografico e filmico in queste istituzioni.
Sono state coinvolte nel progetto, inoltre, ventisette scuole, tra medie inferiori e superiori, selezionate a campione, a cui è stato proposto un laboratorio didattico finalizzato alla realizzazione di piccole collezioni fotografiche di famiglia, che hanno effettuato gli studenti nel corso dell’attività, e al reperimento di film amatoriali: un’iniziativa di formazione sui linguaggi visuali e insieme l’occasione per radicare meglio l’indagine sul territorio di oggi e scoprire e valorizzare storie familiari altrimenti destinate a rimanere patrimonio privato.
Nell’anno scolastico 2006-2007 sono stati attivati 14 laboratori in 14 istituti delle province di Latina e Viterbo per un totale di 192 alunni partecipanti. Nell’anno scolastico 2007-2008, invece, sono stati attivati 13 laboratori in altrettanti istituti delle province di Frosinone e Rieti per un totale di 161 alunni. Il concorso La mia famiglia in trenta scatti, riservato alle ventisette scuole aderenti al progetto, ha premiato alla fine di ciascun anno accademico le tre raccolte fotografiche più significative.
Accanto a questi fronti di analisi ci si è occupati anche degli archivi privati. Si è attivato, infatti, un modulo di ricerca finalizzato all’individuazione di archivi gentilizi e di famiglie maggiorenti che hanno avuto un ruolo attivo nella storia economica, culturale, politica e sociale della regione.
In totale sono state raccolte circa 10.000 fotografie e più di 100 film amatoriali, toccando complessivamente una sessantina di comuni distribuiti nelle varie province della regione. I documenti sono stati digitalizzati, catalogati e riversati in una banca dati denominata FAMILIA consultabile online: un imponente giacimento a disposizione degli studiosi e dei cittadini per potenziare gli studi sulle identità, il territorio e la famiglia.
Estrema attenzione si sta dedicando alla catalogazione, in corso d’opera, per rendere comprensibili tutti gli aspetti del contesto in cui i documenti sono stati prodotti, attraverso schede catalografiche che rispondono alle esigenze specifiche della materia in oggetto.
Una selezione del materiale raccolto è stato presentato in un ciclo di mostre locali che si sono tenute nei capoluoghi di provincia tra novembre e dicembre 2008 (Viterbo, 10 - 16 novembre; Frosinone, 24 novembre - 1 dicembre; Latina, 3 - 10 dicembre e Rieti, 12-19 dicembre) e di cui è possibile consultare la rassegna stampa all’indirizzo http://www.aamod.it/famiglielaziali/rassegna-stampa-novembre-2008.
Come evento conclusivo del progetto è prevista una mostra, dal titolo FAMILIA. Fotografie e filmini di famiglia nella Regione Lazio, che si terrà dal 24 marzo al 10 maggio 2009 presso la prestigiosa location del Museo Centrale del Risorgimento di Roma – Complesso del Vittoriano sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana. Per l’occasione sarà presentato il catalogo edito da Gangemi Editore.
Il lavoro si è concentrato su due fonti documentarie ancora poco studiate, nonostante rappresentino una miniera di conoscenze e di tesori per tematizzare un argomento che riveste una grande rilevanza nella storia nazionale, offrendo l’occasione per un approfondimento sulle radici del familismo e sulle sue rappresentazioni.
Nello specifico sono emersi dati sulle trasformazioni, verificando come nel corso di un secolo – dalla fine dell’Ottocento ai primi anni Ottanta del Novecento, e cioè dall’affermarsi della fotografia come fenomeno di massa all’avvento della tecnologia digitale – siano mutati riti e gerarchie, usanze e paesaggi urbani, mentalità e gestualità, spazi privati e spazi pubblici. Sono, inoltre, affiorati elementi apecifici dell’autorappresentazione: quale immagine di sè abbia voluto dare la famiglia operaia, bracciantile, contadina, borghese, nobiliare e secondo quali valori, culture e status symbol; quali momenti abbiano determinato salti qualitativi; come, infine, il territorio abbia interagito nella definizione dell’immaginario di riferimento.
La rilevazione non ha riguardato la città di Roma, una realtà già molto indagata e fonte di una complessità di aspetti e problematiche che solo in parte dialoga con le caratteristiche specifiche della regione. Si è preferito un punto d’osservazione “eccentrico”, in cui i protagonisti siano gli abitanti dei diversi territori delle quattro province di Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo. La capitale ha rivestito un ruolo secondario, vista con l’occhio di chi viene da fuori, come meta di pellegrinaggio, di cerimonie, di attività lavorative pendolari, di turismo.
Tutta la prima parte del lavoro è stata dedicata alla ricerca e selezione dei documenti tra archivi, biblioteche, istituti ed enti pubblici presenti nel Lazio, con l’obiettivo di realizzare parallelamente una mappatura generale di quanto si conserva di fotografico e filmico in queste istituzioni.
Sono state coinvolte nel progetto, inoltre, ventisette scuole, tra medie inferiori e superiori, selezionate a campione, a cui è stato proposto un laboratorio didattico finalizzato alla realizzazione di piccole collezioni fotografiche di famiglia, che hanno effettuato gli studenti nel corso dell’attività, e al reperimento di film amatoriali: un’iniziativa di formazione sui linguaggi visuali e insieme l’occasione per radicare meglio l’indagine sul territorio di oggi e scoprire e valorizzare storie familiari altrimenti destinate a rimanere patrimonio privato.
Nell’anno scolastico 2006-2007 sono stati attivati 14 laboratori in 14 istituti delle province di Latina e Viterbo per un totale di 192 alunni partecipanti. Nell’anno scolastico 2007-2008, invece, sono stati attivati 13 laboratori in altrettanti istituti delle province di Frosinone e Rieti per un totale di 161 alunni. Il concorso La mia famiglia in trenta scatti, riservato alle ventisette scuole aderenti al progetto, ha premiato alla fine di ciascun anno accademico le tre raccolte fotografiche più significative.
Accanto a questi fronti di analisi ci si è occupati anche degli archivi privati. Si è attivato, infatti, un modulo di ricerca finalizzato all’individuazione di archivi gentilizi e di famiglie maggiorenti che hanno avuto un ruolo attivo nella storia economica, culturale, politica e sociale della regione.
In totale sono state raccolte circa 10.000 fotografie e più di 100 film amatoriali, toccando complessivamente una sessantina di comuni distribuiti nelle varie province della regione. I documenti sono stati digitalizzati, catalogati e riversati in una banca dati denominata FAMILIA consultabile online: un imponente giacimento a disposizione degli studiosi e dei cittadini per potenziare gli studi sulle identità, il territorio e la famiglia.
Estrema attenzione si sta dedicando alla catalogazione, in corso d’opera, per rendere comprensibili tutti gli aspetti del contesto in cui i documenti sono stati prodotti, attraverso schede catalografiche che rispondono alle esigenze specifiche della materia in oggetto.
Una selezione del materiale raccolto è stato presentato in un ciclo di mostre locali che si sono tenute nei capoluoghi di provincia tra novembre e dicembre 2008 (Viterbo, 10 - 16 novembre; Frosinone, 24 novembre - 1 dicembre; Latina, 3 - 10 dicembre e Rieti, 12-19 dicembre) e di cui è possibile consultare la rassegna stampa all’indirizzo http://www.aamod.it/famiglielaziali/rassegna-stampa-novembre-2008.
Come evento conclusivo del progetto è prevista una mostra, dal titolo FAMILIA. Fotografie e filmini di famiglia nella Regione Lazio, che si terrà dal 24 marzo al 10 maggio 2009 presso la prestigiosa location del Museo Centrale del Risorgimento di Roma – Complesso del Vittoriano sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana. Per l’occasione sarà presentato il catalogo edito da Gangemi Editore.
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