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Quale software è stato utilizzato per il catalogo informatizzato dell’archivio?

In principio il software utilizzato era Highway: si tratta un’architettura client-server basata su un motore di Information Retrieval, contemperante i principi fondanti dell’archivistica (quali il rispetto del principio di provenienza e la descrizione della documentazione all’interno di una griglia gerarchicamente flessibile) pur assicurando le funzionalità tipiche della tecnologia informatica

Nel corso del 2006 la Fondazione ha avviato, in seguito ad un accordo con l’Istituto Luce, un profondo rinnovamento del sistema informatico di gestione del proprio archivio con il duplice obiettivo di accrescerne l’efficienza e di adeguarne le caratteristiche agli standard di interoperabilità, esportabilità e modularità che si sono imposti in questi ultimi anni. Si è quindi adottato un sistema aperto, attraverso l’adozione di uno standard pubblico di conservazione di lunga durata dei dati come XML, di procedure applicative non proprietarie basate su tecnologia Java, di un’architettura software totalmente multipiattaforma, utilizzabile anche in ambienti software open source come Linux, Apache e Jboss.

Il pieno utilizzo di Internet e della tecnologia web-based per tutte le attività di gestione, catalogazione e fruizione del proprio archivio rende possibile eliminare qualsiasi barriera o filtro fra i diversi ambienti ed offrire agli utenti un costante aggiornamento delle proprie banche dati.


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