Percorsi

Un approccio metodologico alla fonte audiovisiva per il suo uso didattico

Proposta di approccio alla fonte audiovisiva e invito a collaborare

Questo contributo intende dare concretezza a quanto espresso nell’articolo di qualche giorno fa, Il patrimonio cinematografico Aamod al servizio della scuola.

La proposta metodologica che segue è aperta. Si tratta di una ipotesi ragionata che si vuole comunicare e percorrere insieme ai docenti delle scuole d’istruzione secondaria di I e di II grado e agli studenti degli ultimi anni delle scuole superiori, auspicando il loro apporto di idee e suggerimenti.

Concerto alla scuola media statale Viale delle Acacie a Napoli

La messa a punto partecipata di un metodo di approccio alle fonti audiovisive per scopi didattici ha la finalità di far collaborare operatori che trattino e usino le fonti audiovisive e insegnanti e ragazzi, sperando possano, anche in questo periodo di preoccupazione diffusa, accogliere questo invito.

Questo percorso è caratterizzato forse da una sovrabbondante proposta di strumenti e materiali per l’analisi delle fonti audiovisive. D’altra parte potrebbe risultare, soprattutto per gli studiosi, gli storici, riduttivo. Va dunque precisato che esso è rivolto agli insegnanti e ai ragazzi della scuola italiana che, per esperienza, sono per lo più digiuni in merito all’alfabetizzazione ai linguaggi audiovisivi e fotografici, nonché all’uso di queste fonti “nuove” per la didattica, non solo della storia.

La sovrabbondanza di materiali e di suggerimenti che i docenti potranno invece notare nel presente contributo è da imputare a un bisogno di fornire subito quanti più strumenti possibili per una critica di queste fonti, ma anche per pragmatici laboratori da sperimentare in classe. Non è detto, anzi è sconsigliato, che i materiali e le proposte che seguono vengano utilizzati tutti insieme, auspicando una scelta. Si suggerisce, nell’ottica dell’invito a collaborare, di selezionare alcuni materiali, nonché, alla luce delle indicazioni qui fornite, di proporre, costruire un proprio percorso, con modalità di approccio diverse, creative, con strumenti anche alternativi. L’Archivio è disponibile a fornire chiarimenti, bibliografie, indicazioni, ulteriori materiali specifici. L’invito a collaborare non esclude certamente gli studiosi, storici e registi, operatori culturali.

Speriamo che questa sorta di prime “istruzioni per l’uso” possano servire per avviare un utilizzo più diffuso e consapevole di queste fonti nel mondo della scuola. Torneremo ancora sull’argomento, con un approccio più mirato e sintetico. Grazie e buona lettura.

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Chi frequenta Facebook ed è collegato alla pagina dell’archivio, avrà visto che da alcuni giorni è proposto quotidianamente un film del patrimonio Aamod, quale suggerimento anche per un uso didattico. Nei giorni scorsi sono stati pubblicati i link a due documenti, che possono essere visti sul canale youtube dell’archivio.

I film, Concerto in fabbrica e Musica per la libertà, rappresentano concerti avvenuti in situazioni e in congiunture storico/politiche particolari, negli anni settanta del Novecento. Sono stati realizzati, su committenza di un partito politico, il Pci, da autori e cineasti impegnati politicamente, militanti, il cui sguardo sugli eventi ripresi ha anche una intenzione di propaganda.

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I concerti di allora, gratuiti, furono realizzati per solidarizzare con movimenti, persone, categorie sociali e popoli in lotta per la democrazia, per la pace, per la libertà. Si è trattato di eventi organizzati per rivendicare, soprattutto attraverso la musica, i diritti umani, politici, del lavoro, il diritto alla cultura … e per chi ricordi quel tempo, le immagini e le testimonianze susciteranno commozione.

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Uno degli intenti dell’archivio nel postare i link ai video on line, è stato, e continuerà ad essere, quello di collegarsi al nostro presente. Nell’emergenza della pandemia e dell’appello a restare in casa, artisti, musicisti, cantautori, interpreti, professionisti e non, più o meno noti, in questi giorni si sono mobilitati su social e vari media esibendosi per un pubblico ormai solo digitale, in concerti “improvvisati”,  gratuiti, di solidarietà, a cui si partecipa, o si può partecipare tutti, stando a casa, senza distinzioni. Gli eventi rappresentati nei due film degli anni settanta e gli eventi attuali appartengono a contesti diversissimi e molto complessi, al di là della contingenza che li evoca insieme.

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Concerto degli Inti-Illimani, anni settanta

Riproporre questi film oggi, come scritto nella introduzione a questi percorsi, vuol dire trovarsi di fronte a documenti che nel frattempo si sono e si vanno caricando di immaginari politici e sociali nuovi, quindi degli sguardi di oggi, in relazione a problematiche attuali.

Noi vediamo i film del passato con gli occhi del nostro presente, diverso, quest’ultimo, dal presente storico documentato dalle riprese e dagli sguardi dell’epoca.

Riflessione:  come rendere consapevoli i ragazzi di questa “profondità di campo”, relativamente alla diversità dei contesti di film ed eventi, restituendo a ognuno il proprio, suscitando la loro curiosità anche per il periodo in cui i film del passato sono stati realizzati? 

In questo approccio non si esclude, per esempio, anzi si auspica, il coinvolgimento di genitori e nonni, quindi dei famigliari, quali possibili testimoni degli eventi e dei fenomeni politico-sociali a cui i film degli anni settanta fanno riferimento.

Collettivo femminista di Orvieto, fine anni settanta, foto tratta dal volume L’altra mamma, 1981, presso la biblioteca Aamod
Cognate, famiglia De Gregori-Ventura, 1961
Famiglia De Gregori-Ventura, Sabina (Lazio), anni settanta

Come noto, la storia politica e quella sociale, soprattutto della seconda metà del Novecento, difficilmente sono oggetto di studio, pur comprese nei programmi di storia contemporanea, con capitoli tematici dedicati nei manuali.

Di fatto, la storia che riguarda più da vicino le famiglie e i parenti dei ragazzi, ma anche degli stessi docenti di oggi, paradossalmente è meno conosciuta e poco studiata. 

Risultano così poco note le fonti coeve che raccontano questa storia, comprese quelle custodite negli archivi di famiglia.

Foto tratta dal libro di A. Cattaneo – S. Pisa, L’altra mamma, edito dal Collettivo femminista di Orvieto, 1981

Ipotesi di lavoro partecipato sui film dell’Aamod

A questo punto prendiamo come esempio il film Concerto in fabbrica, fornendo strumenti e spunti metodologici per la lettura e l’uso didattico di questo film; strumenti che in parte potranno essere validi e utili anche per l’analisi di altri film.

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Maurizio Pollini, anni ottanta del Novecento

Si rinnova dunque l’appello, o meglio l’invito agli insegnanti a partecipare, provando a tracciare un proprio percorso di analisi e ricerca a partire da uno o più film, tra i tanti proposti dall’archivio audiovisivo Aamod nei suoi percorsi tematici … 

Viaggio nel Novecento

La scuola e l’educazione

Politica e sindacalismo

Sguardo sul mondo

Guerra e Resistenza

Il movimento studentesco

Emigrazione

Il film selezionato: autori, contenuto e contesto produttivo

  • Il film va visto una prima volta senza interruzioni e contestualizzato

Si possono invitare i ragazzi a realizzare un esercizio di attenzione compilando una prima scheda di descrizione del film (a questo link una proposta di scheda modificale)

Concerto in fabbrica, realizzato nel 1972, 41′, regia di Maurizio Rotundi, autore di cinema documentario e televisivo, militante all’epoca nel PCI, che lavorò per la Unitelefilm produttrice del film (a questo link una breve storia di questa società legata all’allora Partito comunista italiano).

Contenuto

Il film documenta una esibizione orchestrale che si svolge in una fabbrica occupata, davanti agli operai e alle loro famiglie. I dipendenti dell’orchestra del Teatro comunale Carlo Felice di Genova, tra cui Maurizio Pollini, per solidarizzare con gli operai allora in lotta per i propri diritti, vollero essere partecipi e fare cultura, “protestare” con gli operai, esibendosi gratuitamente per loro, con brani di musica classica. All’epoca andarono oltre, per proporre, quasi al termine del concerto, anche brani di musica sperimentale, di avanguardia, di Luigi Nono, autore anche lui politicamente impegnato, che nelle sue composizioni introduceva suoni e rumori quotidiani, per esempio quelli all’interno di una fabbrica in attività. Si scopre inoltre, vedendo il film, ascoltando le videotestimonianze, alternate alle riprese del concerto, che anche i dipendenti dell’orchestra avevano precise rivendicazioni … 

MAURIZIO POLLINI
Maurizio Pollini oggi

Il contesto produttivo del film

E’ importante comprendere il contesto produttivo di un film: conoscere i committenti, la produzione che ha sovvenzionato il film, oltre gli autori.

Per quanto riguarda Concerto in fabbrica rinviamo alla scheda completa, con la descrizione analitica del film, a cura di archivisti della Fondazione Aamod, che trovate a questo link. La scheda, come vedrete, fa riferimento al fondo di appartenenza del film, la società di produzione Unitelefilm, con una breve storia.

La descrizione di un film, in quanto bene culturale è tuttora oggetto di dibattito tra gli operatori culturali del settore. Ma non è qui la sede e il momento per approfondire questo aspetto.

Potrebbe essere interessante fare notare ai ragazzi eventuali documenti relativi alle fasi produttive del film (qui il link a uno schema relativo alle fasi di realizzazione di un film e alla documentazione prodotta, a cura di Giannarelli-Savorelli-Cortini). Questo consentirà loro di comprendere la complessità produttiva di un film, in questo caso di non fiction, e di dedurre quanto la sua realizzazione sia frutto di un lavoro collettivo.

Tra i documenti relativi alla produzione del film Concerto in fabbrica, proponiamo il pdf del testo, realizzato all’epoca, del commento sonoro del film (per il film documentario, invece del copione e della sceneggiatura, si trovano piuttosto scalette dei temi trattati e i testi dei sonori, ovvero dei dialoghi e dei commenti degli speaker).

La lettura a posteriori, dopo la visione del film, del testo del sonoro, dal punto di vista didattico potrà aiutare a focalizzare meglio i temi affrontati.

Cliccando qui, potrete scaricare il pdf del nulla osta del film, necessario ai fini della sua pubblica distribuzione, rilasciato dall’allora Ministero del turismo e dello spettacolo. In questo caso non si trovano indicazioni di censura, né relativamente alla scena, né per il sonoro.

A questo link un esempio di indicazioni di censura in merito a scene e commenti verbali. Si tratta del nulla osta per il film di Carlo Lizzani, Nel Mezzogiorno qualcosa è cambiato, del 1949, che magari sarà analizzato in un prossimo futuro.

Il contesto storico

Affrontare l’analisi della fonte audiovisiva richiede una conoscenza del suo contesto storico

NOI ABBIAMO SCELTO >>> Per avere uno strumento di lettura del periodo storico in cui è stato prodotto Concerto in fabbrica, si trova in rete, scaricabile gratuitamente, il testo di Sergio Bologna, Il lungo “autunno caldo”. Le lotte operaie degli anni settanta, Feltrinelli editore, prima edizione digitale, giugno 2019

La Feltrinelli ha reso disponibili in modo gratuito le pubblicazioni digitali della collana Utopie, a questo link.

Sul web ci sono molti contributi autorevoli gratuiti, che ricostruiscono le lotte politico-sindacali degli anni sessanta-settanta del Novecento in Italia. Per esempio sul sito di Rassegna Sindacale, con tante risorse e testi raggruppati nello speciale 1969-2019 l’Autunno CALDO.

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Gli insegnanti, e i ragazzi, potranno a loro volta approfondire la ricerca sul web di fonti autorevoli per la ricostruzione dei contesti storici in cui si inserisce (è stato realizzato) un documento, in questo caso audiovisivo, con la consapevolezza di stare sempre di fronte a un punto di vista preciso, storiografico e politico culturale. Anche le precedenti proposte di chi scrive non si sottraggono a questa evidenza.

Analisi del linguaggio specifico della fonte filmica 

E’ fondamentale esercitarsi al riconoscimento degli elementi di base del linguaggio audiovisivo (a questo link una dispensa con glossario, a cura di un insegnante svizzero, Jerry Mottis).

Per le pratiche di decodifica e analisi del linguaggio cinematografico, a partire dall’ “inquadratura”, si possono utilizzare le schede messe a punto dalla Library of Congress e dall’università delle California (Project History), in collaborazione con gli insegnanti, nelle esperienze di studio e nei laboratori per le scuole, dalle primarie alle secondarie.

Qui il link alla scheda della Library of Congress, tradotta in italiano, con i vari livelli di analisi, a seconda dell’età e del grado di istruzione dei ragazzi. Qui il link alla scheda dell’Università della California, anche questa tradotta in italiano, per gli studenti d’istruzione superiore di II grado e universitari, con l’indicazione della regola delle sette C.

Nel rispondere anche solo ad alcune domande proposte nelle schede, che gli insegnanti potranno adattare, scegliere, integrare, altre sorgeranno spontanee, così come le attività di ricerca e di approfondimento che potranno innescarsi.

L’analisi di un film quasi sempre comporta, oltre alle risposte che lo inquadrino nei suoi specifici contesti e linguaggi, la formulazione di nuove domande, di dubbi, di necessità di approfondimenti. La materia stessa dei film documentari, ambigua e al tempo stesso assertiva o con una aspettativa di conoscenza della realtà, comunque analizzabile criticamente, provoca un processo mai chiuso di nuovi interrogativi.

VA RIBADITO >>>> Il film, prima di  qualsiasi esercitazione, andrà comunque sempre visto integralmente e senza interruzioni, invitando i ragazzi a non tralasciare i titoli di testa e di coda, dai quali, oltre a desumere i nomi e i mestieri delle persone (dagli autori principali, agli interpreti, alle maestranze), nonché il ruolo delle società che hanno preso parte alla sua realizzazione, si potrà immaginare anche quanto possa essere stato consistente l’impegno finanziario. Successivamente, il film si potrà visionare ancora, interrompendosi, rivedendo alcune parti, scegliendo le sequenze e iniziando con l’analisi. 

Per comprendere la rappresentazione del contenuto in un film, in questo caso Concerto in fabbrica, mai scisso dal suo linguaggio specifico, si può proporre un’altra scheda di analisi, in cui esame del linguaggio e dei temi/contenuti proceda di pari passo:

Scheda_analisi_linguaggio_contenuto_film (in pdf, modificabile utilizzando gli strumenti del sito Ilovepdf)

Per quanto riguarda Concerto in fabbrica si suggerisce l’individuazione delle sequenze del film dove emergano i principali temi/parole chiave. Sugli argomenti scelti e suggeriti dai ragazzi si potrebbe avviare una discussione, cercando di rapportare il loro significato negli anni settanta a quello del periodo attuale (ad es. una riflessione sul significato e sulle immagini riferiti al tema occupazione/sciopero allora e oggi…).

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I temi che seguono sono un suggerimento di chi scrive, ma nell’analisi del film potranno esserne individuati ulteriori e diversi:

  • Occupazione fabbriche/sciopero
  • operai
  • la fabbrica
  • lavoro/salario/occupazione
  • democrazia/libertà
  • democratizzazione della cultura
  • musica e società
  • musica e impegno politico
  • storia della musica
  • solidarietà e aggregazione sociale
  • divario/superamento arte/società
  • cinema documentario 
  • cinema militante …

Si potrebbe far seguire un dibattito in classe sul punto di vista, o i diversi punti di vista che emergano dall’ascolto delle interviste a operai, musicisti ed esecutori in Concerto in fabbrica. Testimonianze particolarmente intense e significative…

Tra le attività che potrebbero svolgere i ragazzi anche interviste ai propri famigliari, eventualmente protagonisti all’epoca di analoghi eventi o circostanze.

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[Gita e concerto Primo Maggio, anni settanta, foto di Tano D’Amico]

Un ultimo suggerimento: è importante stimolare lo studio dei temi/parole chiave che si ricavano dalla visione del film, attraverso attività di ricerca bibliografica, non solo on line di saggi e libri integrali sugli anni settanta, ma anche nei cataloghi di biblioteche (Opac SBN), quindi nei database di archivi differenti, per esempio a partire dai percorsi sui portali tematici del SAN-Sistema Archivistico Nazionale,oppure sulle banche dati di altri archivi audiovisivi, tra cui l’archivio on line di Luce Cinecittà; mentre, per quanto riguarda il presente, sulle pagine on line dei quotidiani e dei siti di informazione. Va stimolata quindi la messa in relazione dei documenti trovati (film che trattino gli stessi temi ma di autori e produzioni diversi, canzoni, brani musicali, biografie di autori, saggi specifici, articoli di quotidiani, fotografie, altri film …). Non ultimi, di grande interesse per i ragazzi, potrebbe essere la scoperta di fonti, oltre di testimonianze, nei propri archivi famigliari. Anche su questo tipo di attività avremo modo di tornare con una riflessione metodologica ulteriore.

Nel frattempo, vi invitiamo a consultare/scaricare, in versione integrale dal sito Aamod, il volume Le fonti audiovisive per la storia e la didattica, Annali Aamod n. 16, 2013.

Oltre l’Archivio audiovisivo, che da anni organizza corsi e giornate di formazione per insegnanti con una propria offerta educativa, un lavoro con le scuole per l’uso didattico delle fonti audiovisive nelle scuole è svolto in Italia da altri istituti culturali e archivi cinematografici. Tra questi, l’Archivio di Luce Cinecittà, con il progetto Luce per la didattica e, per le scuole elementari, Cinefotoeduca, inoltre la Cineteca Italiana di Milano, la Cineteca di Bologna, il Museo Nazionale del cinema di Torino… Sui loro siti potrete trovare materiali e offerte formative.

Augurando buon lavoro, sarebbe bello se qualche insegnante con i suoi ragazzi, pur lavorando a distanza, potesse condividere i risultati di un eventuale laboratorio su questo o un altro film, utilizzando gli strumenti proposti in questo contributo. Grazie!

Letizia Cortini

(Responsabile AAMOD della formazione e della didattica)


  • Le foto inserite sono a cura di chi scrive e saranno rimosse in caso di contestazione da parte di eventuali aventi diritto

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